Unrae: mercato in recessione, favorire giovani e famiglie

Tradizionale conferenza stampa di fine anno organizzata dall’Unrae per fare un punto della situazione del depresso mercato italiano, ma anche per analizzare a più ampio respiro l’industria auto mondiale. “Riteniamo che l’intero settore dell’automotive possa contribuire in modo significativo al rilancio dell’economia del nostro Paese – ha sintetizzato il Presidente Jacques Bousquet -. Il Governo Monti ha dovuto prendere drastiche misure imposte dall’allarmante quadro economico-finanziario europeo. Ora attendiamo le azioni necessarie in favore del rilancio dell’economia italiana, consapevoli che dovranno tenere conto anche di un comparto che dà lavoro a 1,2 milioni di persone, che contribuisce al gettito fiscale nella misura del 16,6% e che vale l’11,4% del Pil”. Bousquet ha poi ricordato le diverse velocità di sviluppo dei grandi mercati internazionali con quelli più consolidati in difficoltà e gli emergenti in forte crescita. Le vendite globali chiuderanno il biennio 2012-13 a circa 84,9 milioni di veicoli, il 18% in più rispetto al 2010. Ma il quadro più importante per noi è ovviamente il mercato nazionale ed è stato esaminato dal Direttore Generale, Gianni Filipponi (che lascerà l’incarico dopo 15 anni di onorata carriera nell’Associazione). “Le cifre parlano chiaro e non fanno sconti. In meno di un biennio sono state vendute 610 mila vetture in meno, persi 12 miliardi di fatturato e mancano 2,5 miliardi di gettito fiscale. Molto grave è la contrazione delle vendite ai privati, il 17,4% in meno, e in questo ambito la perdita di molti acquirenti giovani, scesi in sei anni dal 13,8 al 10,8% del mercato totale. E si tratta, ove ve ne fosse bisogno, di un ulteriore segnale delle difficoltà di stabile inserimento nel tessuto lavorativo delle giovani generazioni. La perdita di vendite ai privati è parzialmente compensata dall’aumento delle vendite al noleggio e alle società. Va tuttavia, e purtroppo, segnalata la solita componente significativa di crescita dovuta alle km zero”.  A soffrire sono soprattutto le auto dei segmenti A e B, un tempo favorite quando c’erano gli incentivi, e le aree più penalizzate dalla crisi sono il Meridione e le Isole. Filipponi ha comunque rimarcato la crescita delle motorizzazioni diesel, che ora rappresentano oltre il 55% delle immatricolazioni, e il buon andamento di crossover, fuoristrada, monovolume e station wagon. Positivo anche l’impegno ambientale con un calo progressivo dei valori medi di CO2 a 130 g/km negli 11 mesi. Per il 2012, l’Unrae ipotizza un mercato non superiore a 1,68 milioni di unità con una quota del 66% per i privati, del 16% per il noleggio e del 18% per le società. Rimane inoltre gravoso il trattamento fiscale per le auto aziendali che vede l’Italia decisamente lontana dalla media degli altri principali Paesi europei in termini di quota ammortizzabile, tetto ammortizzabile e detraibilità dell’Iva. “Occorre agire sul fronte dell’innovazione e della mobilità sostenibile – ha ripreso Bousquet -, rivedendo la fiscalità attraverso una rimodulazione del gettito, agendo sulla leva delle auto aziendali con adeguamento della fiscalità italiana a quella europea, intervenendo in modo concreto con misure in favore dei giovani e delle famiglie”. A questo proposito, l’Unrae suggerisce la costituzione di un fondo per prestiti a tasso agevolato, abolendo nel contempo i costi per le pratiche di finanziamento. Bousquet ha infine chiesto che una quota dei 4,8 miliardi di Euro derivanti dall’aumento delle accise sui carburanti torni al settore dell’automotive, contribuendo alla crescita del Paese.

 

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