Dieselgate: Volkswagen raggiunge accordo in USA

volkswagenSecondo fonti citate dal Wall Street Journal, Volkswagen avrebbe raggiunto l’accordo per chiudere il contenzioso con i clienti Usa vittime dello scandalo per la manipolazione dei test sulle emissioni dei suoi motori diesel (il cosiddetto Dieselgate). Wolfsburg pagherà oltre 10 miliardi di dollari ai 500.000 acquirenti di veicoli alimentati con i motori diesel incriminati, riacquistando le auto o riparandole. Parallelamente, però, Volkswagen dovrebbe pagare 4 miliardi di dollari in sanzioni ambientali ma potrebbero anche arrivare ulteriori ammende da parte dei regolatori. Volkswagen scambia in declino di circa il 6% a Francoforte, in linea con il crollo del Dax dovuto alla Brexit. 

 

Studio ACI 2015

aciSecondo l’Annuario Statistico dell’Automobile Club d’Italia, pubblicato sul sito dell’Aci nel 2015 seppur la spesa delle famiglie italiane per l’auto sia del 4,3% rispetto al 2014, vale comunque ben 148 miliardi di euro.

Tra le voci di spesa scendono i costi per il carburante del 16%, pari a 35 miliardi euro, e, anche se leggermente, la pressione fiscale, a meno 400 milioni di euro sui 62,7 miliardi di prelievo, mentre crescono quelli per la manutenzione/riparazione dell’1%, a 24 miliardi di euro, grazie soprattutto per l’invecchiamento del parco circolante italiano

Dopo anni di stati tornano poi a crescere le auto circolanti (circa 340 mila vetture in più nel 2015, per un totale di 37.351.233 unità), così come le nuove immatricolazioni, pari a 1.594.259, a più 15,8%, con radiazioni a più 5,5%, a quota 1.350.000. Il 51,7% delle vetture ha più di 10 anni di vita e le Euro 0 non catalizzate sono ancora il 10,5% del totale.

La densità “automobilistica” vede l’Umbria al primo posto con 689 auto ogni 1000 abitanti, mentre all’ultimo si trova la Liguria con 523. Tra le città vince Catania, con 676 auto per 1000 abitanti, mentre Venezia è in coda con 416.

Dove il parco auto cresce maggiormente è in Trentino con un più 77% in 15 anni, grazie ad una normativa fiscale favorevole che ha attirato molte aziende di noleggio, mentre la Liguria fa registrare appena un più 1%. In rapporto alla popolazione, il numero delle auto circolanti in Italia è uno dei più alti al mondo: 614 vetture ogni 1000 abitanti, e, in numeri assoluti, è al terzo posto in Europa.

Ma con un parco piuttosto vecchio, con un’età media di ben 13 anni e 3 mesi per quelle alimentate a benzina, 8 anni e 9 mesi a gasolio, 6 anni e 8 mesi per quelle con doppia alimentazione benzina/GPL, e 6 anni e 7 mesi per quelle a benzina/metano. 

Nel 2015 su circa 1.350.000 autovetture radiate, 116.000 veicoli, pari all’8,6%, erano Euro 0 ed Euro 1, malgrado ciò al 31 dicembre dello scorso anno risultavano ancora iscritte al PRA 5.217.000 auto Euro 0 ed Euro 1, che equivalgono al 14% del totale. Le autovetture radiate avevano una età media pari a 15 anni e 1 mese (benzina 16 anni e 9 mesi, gasolio 12 anni e 4 mesi, GPL e metano 16 anni e 4 mesi). Per quanto riguarda il mercato dell’usato auto, risulta in crescita l’età media dei trasferimenti netti con 8 anni e 11 mesi così suddivisi: 11 anni e 8 mesi a benzina, 7 anni e 7 mesi a gasolio, 7 anni per le altre alimentazioni. La domanda netta di auto in Italia (differenza tra prime immatricolazioni e radiazioni) ha determinato un saldo positivo in 7 regioni (Piemonte, Lombardia, Trentino A.A. Liguria, Emilia Romagna, Toscana e Lazio).

BMW lancia la vendita di ricambi online

bmwArriva dalla Germania la notizia che BMW ha lanciato un sistema di vendita online di tre categorie di prodotti: life style, accessori e ricambi. Se la vendita di vestiti e portachiavi non è certo una novità, i ricambi e gli accessori rappresentano qualcosa di sconvolgente.

Innanzitutto, perché sono dei prodotti più complicati da vendere rispetto ai tradizionali prodotti che si trovanoin rete, quantomeno per l’identificazione del giusto pezzo. In secondo luogo, perché “scavalcare” i concessionari pareva un passo difficile da realizzare. Invece, la piattaforma è stata creata in comune accordo con l’associazione dei concessionari tedeschi BMW, che non solo potranno inserire la piattaforma e-commerce nei propri siti web, ma anche procedere con delle personalizzazioni.

Il tutto è stato realizzato per fidelizzare i clienti in Germania, sia quelli che si rivolgono alle concessionarie ufficiali, sia quelli che, rivolgendosi alle officine indipendenti, altrimenti sarebbero persi. “La nostra attività permetterà ai clienti BMW di lasciare il negozio online con la soluzione che preferiscono – spiega un portavoce BMW alla rivista tedesca KFZ – farsi consegnare i ricambi a casa oppure direttamente presso un’officina per l’installazione.” I clienti a cui BMW mira appartengono a tre tipologie principali: innanzitutto, quelli a cui piace lavorare autonomamente sulla propria auto, attività molto più libera rispetto al nostro paese. Il secondo gruppo è rappresentato dai consumatori attenti al prezzo. Il terzo ed ultimo target è rappresentato dai fan del brand, che potrebbero trovare online tutto il merchandising brandizzato, oltre ai ricambi. Al momento il progetto è attivo nella sola Germania, ma presto potrebbe estendersi ad altri paesi, con la piattaforma che potrebbe anche essere aperta agli autoriparatori indipendenti e a altri “partner”, ancora da definire. Dopo la vendita di ricambi on-line, BMW potrebbe anche iniziare a vendere direttamente veicoli su Internet.

Rc auto: scatola nera obbligatoria

Scatola nera alle porte. Entro 12 mesi dall’ entrata in vigore della legge sulla concorrenza il Governo dovrà emanare decreti legislativi per la installazione sui mezzi di trasporto delle scatola nera. Lo prevede uno degli emendamenti del Ddl sulla concorrenza. Domanda aperta: “Ma dietro questa manovra si cela altro? Con quali possibili effetti a caduta sul comparto dell’autoriparazione per interventi riparativi con copertura assicurativa e libera scelta dell’autoriparatore? Analizziamo di seguito i fatti e le contraddizioni! Nei giorni scorsi, infatti, la Commissione Industria del Senato ha approvato un emendamento, proposto dai relatori Salvatore Tomaselli e Luigi Marino del PD, che delega il Governo ad emanare uno o più decreti legislativi per disciplinare l’installazione obbligatoria della scatola nera (o black box) su tutti i mezzi di trasporto. La proposta di delega al Governo prevede che ci sia una “progressiva estensione” dell’ utilizzo di questi dispositivi “con priorità sui veicoli che svolgono servizio pubblico o che beneficiano di incentivi pubblici e, successivamente, sui veicoli privati adibiti al trasporto di persone o cose” senza maggiori oneri per i cittadini e per la finanza pubblica. L’ Esecutivo dovrà definire le informazioni rilevabili, disciplinare la portabilità e la interoperatività, definire il valore di prova (tutte le parti coinvolte in una lite giudiziaria avranno libero accesso ai dati rilevati dalla scatola nera e memorizzati presso un provider?) e le misure per la tutela della privacy. La Commissione Industria ha mantenuto l’accantonamento degli articoli 3 e 7 del provvedimento, in materia di Rc auto. L’ articolo 3 riguarda la trasparenza dei prezzi delle polizze e gli eventuali sconti previsti, tra l’altro, anche in caso di installazione della scatola nera. Anche l’articolo 7 riguarda il sistema degli sconti per i conducenti virtuosi delle aree a premi più alti. A quanto viene riportato, i nodi ancora aperti saranno oggetto di una verifica del Pd che dovrebbe tenersi domani (Brexit permettendo) nell’ambito di una riunione in materia. Intanto il Codacons è sul piede di guerra: Le norme del ddl Concorrenza prevedono che non vi siano “maggiori oneri per i cittadini“, ma si tratta di una promessa “da marinaio“, spiega il presidente Carlo Rienzi, “L’installazione e la manutenzione ordinaria e straordinaria di una scatola nera su una automobile privata, così come la gestione dei dati e i necessari cambiamenti che vedranno coinvolte l’ industria automobilistica e le imprese assicurative, avranno dei costi enormi. Anche qualora la norma preveda che non siano i cittadini a farsi carico di tale spese, i maggiori costi saranno inevitabilmente traslati sugli utenti finali, attraverso incrementi di tariffe e prezzi”. La posta in gioco, insomma, è consistente, la spesa per l’intero sistema sarebbe pari a circa 3,1 miliardi di euro, considerato che ogni singolo apparecchio ha un costo di gestione annuo di circa 75 euro. Vale la pena, dunque, provare a fare un po’ di chiarezza. Già ora, il disegno di legge prevede la possibilità di sconti sui premi Rc auto per chi accetti di far montare sulla propria vettura il dispositivo. Attraverso l’apparecchio digitale la compagnia può verificare l’effettiva dinamica di eventuali sinistri, limitare le truffe ed esercitare azioni di rivalsa per l’eventuale concorso di colpa del danneggiato. Ma, anche in assenza della norma in gestazione, le assicurazioni si sono già mosse lungo questa direzione. L’autorità di vigilanza sul settore, l’Ivass, ha rilevato che la scatola nera è presente nel 15,8% dei contratti stipulati nel quarto trimestre del 2015, rispetto al 13,6% del 2014 e all’11,2% del 2013. La novità degli ultimi giorni, dunque, riguarda la presentazione di un emendamento da parte del governo che preveda una delega all’esecutivo per l’introduzione di un obbligo di installazione della scatola nera su auto e veicoli in genere. Una delega che, detto per inciso, si accompagnerebbe a un’altra per regolamentare il noleggio con conducente e nuovi servizi come Uber. Ci sono diversi nodi da sciogliere: i costi, la tutela della privacy, l’accesso ai dati memorizzati in caso di disputa legale, la transizione. Per intenderci, obbligo solo per le vetture di nuova immatricolazione? E con il parco auto già in circolazione che si fa? In realtà occorre valutare anche la compatibilità dell’eventuale decreto legislativo con le norme dell’Unione Europea. Solo le direttive europee possono indicare i dispositivi obbligatori per i veicoli: per questa via nell’ultimo decennio sono stati introdotti apparecchi di sicurezza come Abs, Esp e eCall (chiamata soccorsi automatica in caso d’incidente, sistema con presenza obbligatoria su tutti i veicoli commercializzati dal 31 marzo 2018). Attualmente la Ue ha allo studio nuovi obblighi (sistemi di frenata automatica, allarme in caso di cambio di corsie involontario, cruise control attivo e simili), ma non la scatola nera. Ma questo non toglie che potrebbe essere imposta ugualmente come norma di comportamento per alcune categorie di automobilisti. Tutti noi ricordiamo lo scontro ultimo intercorso nelle varie Commissioni Parlamentari per cassare gli emendamenti finalizzati all’abolizione della libera scelta dell’autoriparatore in caso di ripristino tecnico del veicolo danneggiato, al divieto dell’applicazione dell’istituto della cessione del credito etc.. L’eventuale introduzione obbligatoria della scatola nera comporterebbe automaticamente la stipula di nuovi e ben disciplinati contratti RC-AUTO, con una significativa  “spinta commerciale-contrattuale” – verso la disciplina dell’indennizzo specifico, nonchè  “conditio sine qua non” la canalizzazione del sinistro verso gli autoriparatori fiduciari delle compagnie che non avrebbero comunque nulla da gioire, tutt’altro! Questo scenario comporterebbe la rivisitazione da parte delle compagnie delle proprie rete fiduciari, con la concentrazione delle riparazioni presso grandi centri, azzeramento dei rapporti con piccole carrozzerie e rivisitazione a ribasso del costi orari di manodopera a fronte di elevati volumi di riparazioni e, non ultimo, la massiva fornitura di ricambi in conto lavorazione. Altro che vittoria per la libera scelta dell’autoriparatore!! …… Come diceva un noto ed apprezzato aforisma di Giulio Andreotti: A parlare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina…..”. 

LUK abbandona il listino per favorire il consumatore finale

lukAl fine di rendere maggiormente concorrenziale il prezzo di riparazione, Schaeffler Italia, proprietaria del brand LUK, ha deciso di eliminare il listino al pubblico. La decisione pone il mercato autoriparativo nella condizione di agire senza impedimenti e l’officina di proporre all’automobilista la migliore offerta. Questa decisione consentirà alle strutture autoriparative più dinamiche di competere con sempre maggiore efficacia, introducendo nel mercato italiano modalità commerciali già affermate in altri paesi europei. La scelta compiuta da Luk accoglie compiutamente le normative europee in merito a concorrenza e libero mercato, liberando gli auto riparatori da logiche commerciali poco elastiche, causate dal listino al pubblico.