ANDAMENTO DEL MERCATO DEI VEICOLI COMMERCIALI E INDUSTRIALI

trendSecondo i dati diffusi ieri 25 ottobre, da ACEA, il mese di settembre in Italia ha visto un declino delle registrazioni dei veicoli commerciali, dopo cinque mesi di crescita consecutiva: le immatricolazioni di veicoli commerciali e industriali ammontano a 14.577 unità, pari ad un decremento del -17,8% rispetto a settembre 2017, con un andamento in lieve calo dall’inizio dell’anno (-0,5%).

In particolare, a settembre nel nostro Paese il segmento dei commerciali leggeri fino a 3,5t è sceso del -20,5% e quello dei veicoli medi e pesanti sopra le 3,5t ha registrato -4,5% rispetto allo scorso anno. Il dato cumulato relativo a gennaio-settembre indica una domanda di commerciali leggeri in flessione del -2,7%, con i medi e i pesanti in crescita, invece, del +10,2%.

In Europa, il calo della domanda è stato nel complesso del 5,2%, soprattutto dovuto ad un calo delle immatricolazioni dei nuovi furgoni: ad eccezione della Germania (+ 1,1%), tutti i principali mercati dell’UE hanno registrato cifre inferiori, e il calo maggiore registrato dall’Italia è seguito da quello della Spagna (-9,6%), del Regno Unito (-6,1%) e della Francia (-1,6%).

A settembre 2018 , la domanda europea di veicoli commerciali leggeri è diminuita del 6,0%, principalmente a causa di un calo nella maggior parte dei paesi dell’Europa occidentale. Quattro mercati europei su cinque si sono ridotti sostanzialmente, oltre all’Italia dunque anche la Spagna (-9,3%),  e la Germania è stata l’unica in cui la domanda di nuovi furgoni è aumentata (+ 2,7%).
Per quanto riguarda la domanda di furgoni, da gennaio a settembre questa è aumentata del 3,5%, raggiungendo 1,5 milioni di unità registrate, ma con risultati diametralmente opposti tra i cinque mercati chiave dell’UE: se l’Italia, come già riportato, ha subito una flessione del 2,7% simile a quella del Regno Unito (-3,0%), Spagna (+ 9,5%), Germania (+ 5,1%) e Francia (+ 4,7%) hanno ottenuto ottimi risultati.

Le immatricolazioni di autocarri pesanti nel settembre del 2018 sono state simili a quelle dello scorso anno, con un totale di 26.036 unità vendute nell’UE: tra i principali mercati, oltre appunto all’aumento italiano e della Francia(+ 7,5%), la domanda è calata in Spagna (-11,7%) e nel Regno Unito (-6,8%); nei primi nove mesi dell’anno, la domanda di nuovi autocarri pesanti è rimasta positiva: 231,894 nuovi veicoli sono stati registrati quest’anno, ovvero il 4,5% in più rispetto al 2017. Il Regno Unito (-7,9%) è stato l’unico mercato chiave a mostrare un calo, mentre l’Italia (+ 12,2%), Francia (+ 9,7%) , Spagna (+ 2,3%) e Germania (+ 2,2%) hanno tutti contribuito positivamente alla crescita.

A settembre 2018, le immatricolazioni di nuovi autocarri hanno subito un rallentamento (-1,1%) dopo tre mesi di crescita consecutiva. La domanda in quasi tutti i principali mercati dell’UE si è contratta a settembre, con l’eccezione della Francia (+ 7,3%). La Spagna ha registrato il calo percentuale più alto (-13,1%). Il complessivo dei primi nove mesi dell’anno vede la domanda di nuovi camion in Europa aumentare del 4,3% per raggiungere 284.813 immatricolazioni: Italia, Francia (+ 8,7%), Spagna (+ 3,4%) e Germania (+ 1,5%) hanno registrato cifre solide, sebbene le immatricolazioni di nuovi autocarri siano diminuite nel Regno Unito (-5,7%).

A settembre 2018 , le nuove immatricolazioni di autobus e pullman sono state inferiori del 3,1% rispetto a un anno fa, contando 3.706 unità. Il Regno Unito (-12,9%), la Germania (-7,4%), la Spagna (-5,9%) e la Francia (-2,4%) hanno accusato una domanda inferiore lo scorso mese, ma il mercato italiano ha registrato un notevole aumento (+ 43,2%). Da gennaio a settembre 2018 , la domanda europea di autobus e pullman è aumentata solo leggermente rispetto a un anno fa (+ 0,9%), ampiamente sostenuta dall’eccellente performance dei nuovi Stati membri dell’UE (+ 15,5%). Le immatricolazioni sono aumentate significativamente sia in Italia (+ 35,6%) sia in Francia (+ 8,2%), ma il mercato si è contratto nel Regno Unito (-12,4%), in Germania (-3,9%) e in Spagna (-3,5%).

 

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