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Auto fantasma, i veicoli intestati a prestanome sono quasi 100.000

È sempre più forte in Italia il problema delle cosiddette auto fantasma, ossia quei veicoli che sono intestati a prestanome. Come riporta Segugio.it, si tratta di un fenomeno molto diffuso, visto che le forze dell’ordine hanno già scoperto oltre 43 mila mezzi di proprietà di circa 300 persone fisiche e società, mentre secondo le ultime stime circolano ancora 96.887 veicoli registrati a nome di soli 430 proprietari.

Ad utilizzare le auto fantasma sono soprattutto malviventi ed esponenti della criminalità organizzata, che individuano i prestanome fra disoccupati, pensionati e pregiudicati, i quali accettano di comparire come possessori in cambio di poche decine di euro. Queste vetture vanno contro le regole del Codice della Strada, in quanto non pagano tassa di proprietà, parcheggi, multe e pedaggi autostradali: in più, non hanno una regolare copertura assicurativa, rappresentando un pericolo per gli altri utenti della strada.

Se si è coinvolti in un sinistro causato da uno di questi mezzi, si può andare incontro a tempi di risarcimento molto lunghi. Il danneggiato non potrà ottenere il rimborso rivolgendosi alla propria compagnia assicurativa (indennizzo diretto), ma dovrà fari riferimento al Fondo vittime della strada .

Mancano i decreti attuativi

Questo fenomeno è ancora difficile da arginare a causa della mancata applicazione della Legge 120 del 2010. Quest’ultima ha inserito nel Codice della Strada un articolo che vieta le immatricolazioni e le iscrizioni al PRA (Pubblico Registro Automobilistico) nel caso in cui “risultino situazioni di intestazione simulate o che pregiudichino l’accertamento del responsabile civile della circolazione di un veicolo”. La norma non è ancora operativa perché mancano i decreti attuativi per stabilire il numero massimo di intestazioni a un solo soggetto: una volta varati i decreti, le forze di polizia potranno far scattare le sanzioni, che consistono in una multa compresa tra i 527 e i 2.108 euro e nella radiazione o confisca del mezzo (con conseguente vendita all’asta).

La legge sulla concorrenza del 2017 ha stabilito che autovelox fissi, tutor e telecamere ZTL (Zona a Traffico Limitato) possono essere utilizzati per riconoscere i veicoli non assicurati: dunque, l’utilizzo di queste apparecchiature porterebbe al riconoscimento delle vetture sospette di essere delle auto fantasma, poiché sprovviste di assicurazione.

Tuttavia, i controlli di questi dispositivi sulla copertura RC Auto non sono ancora partiti, in quanto manca l’omologazione delle videocamere.

Le sanzioni per chi circola senza RC Auto

Non dimentichiamo che in Italia i mezzi senza copertura assicurativa sono circa 5 milioni, di cui 2,8 milioni di sole auto. I non assicurati rischiano una multa che varia da un minimo di 849 euro a un massimo di 3.396 euro, un importo che può essere ridotto del 30% nel caso in cui il pagamento venga effettuato entro cinque giorni dalla contestazione della violazione. L’entità della multa sarà raddoppiata se il guidatore viene trovato senza assicurazione per almeno due volte nell’arco di 24 mesi.

(fonte: segugio.it)

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