Confartigianato veneto

Confartigianato Veneto: Adeguamento tariffe per le Revisioni

Alessandro Marin, presidente meccatronici Confartigianato Imprese Veneto e componente del consiglio direttivo nazionale Confartigianato ANARA, richiede: “l’agganciamento all’inflazione e la rivisitazione del programma di formazione per ispettore del centro di controllo”. Anche sul fronte centri revisione veicoli è senza soluzione di continuità l’azione sindacale di Confartigianato per avere risposte risolutive alle problematiche poste all’attenzione del Ministero”.

Risposte da cui dipende il futuro di un settore che svolge un servizio importantissimo per la sicurezza stradale e dei veicoli e che lo Statoda solo non sarebbe in grado di garantire, stante anche la gravissima carenza di personale in cui versano tutte le Motorizzazioni, con grandissimi quotidiani disservizi per l’utenza. Da tempo –esordisce Alessandro Marin, “chiediamo un adeguamento della tariffa ministeriale per la revisione commisurato all’incremento dei costi e degli investimenti (già effettuati e futuri), con aggancio automatico all’indice d’inflazione ISTAT, nonché correttivi alle criticità del Decreto di recepimento Direttiva 2014/45/UE, ossia la completa rivisitazione del programma di formazione per ispettore del centro di controllo da ridefinire d’intesa con la categoria
857 sono i centri di revisione autorizzati in Regione Veneto di cui 32 a Belluno, 145 a Padova, 38 a Rovigo, 143 a Treviso, 119 a Venezia, 183 a Verona e 177 a Vicenza. Per quanto riguarda le revisioni, gli automobilisti del Veneto hanno speso nel 2017 per far revisionare le loro auto presso le officine private autorizzate 269,9 milioni di euro. Cifra che comprende il pagamento della tariffa per le revisioni che ammonta a 87 milioni di euro ed il costo per le cosiddette operazioni di prerevisione, cioè per le riparazioni necessarie per porre i veicoli in condizioni di superare i controlli, costo che ammonta a 182,8 milioni di euro. A livello provinciale, è Vicenza la provincia del Veneto che registra con 51,2 milioni di euro la spesa più alta per le revisioni e le prerevisioni eseguite nel 2017. Seguono, poco più distanziate, Verona con 51 milioni di euro, Treviso con 50,7 milioni, Padova con 49,7 milioni, Venezia con 41,7 milioni, Rovigo con 13,9 milioni e Belluno che con 11,6 milioni chiude la graduatoria delle province venete. Queste stime derivano da un’elaborazione dell’Osservatorio Autopromotec.
Il ripristino della periodicità di un anno, come previsto dalla Direttiva, della verifica conformità metrologica delle apparecchiature – continua Marin – è un’altra richiesta che poniamo al Ministero, assieme alla soluzione del problema della capacità finanziaria, per evitare oneri economici insostenibili sia per l’avviamento che per il mantenimento dell’attività”.
In merito alla proroga delle disposizioni di cui all’articolo 13 del Decreto Ministero Trasporti n. 214 del 19 maggio 2017 sul nuovo regime dell’ispettore del centro di controllo (contenuta nell’ambito del DL “Proroga termini” approvato definitivamente il 20 settembre 2018), il Ministero dovrebbe confermare a breve, con circolare esplicativa, l’interpretazione che prevede la possibilità di utilizzare la figura dell’ispettore supplente fino a quando non saranno emanati i decreti attuativi, mentre esclude quella di potersi qualificare con il vecchio standard formativo, non considerato valido per acquisire l’abilitazione di ispettore.
Nel frattempo, in due settimane, i revisori auto di Confartigianato hanno ottenuto dalla Motorizzazione Civile la semplificazione richiesta per certificare il chilometraggio dei veicoli sottoposti a revisione. E’ del 16 novembre 2018 infatti la nuova circolare della Motorizzazione che accoglie le sollecitazioni della categoria ad evitare gli appesantimenti burocratici-operativi contenuti in una circolare datata 30 ottobre 2018. Così con la nuova circolare la Motorizzazione Civile fornisce il modello di autodichiarazione che dovrà essere utilizzato dai centri di controllo pubblici per attestare il dato numerico del chilometraggio rilevato.
La circolare chiarisce che i centri di revisione privati, che non intendano avvalersi del modello, hanno facoltà di adottare le procedure ritenute più funzionali all’azienda.
Quindi, i revisori auto di Confartigianato confermano che la soluzione più opportuna per sollevare le imprese da rischi in termini di responsabilità consiste nel far sempre sottoscrivere al cliente, all’interno della domanda di richiesta della revisione del veicolo, la dichiarazione dei chilometri rilevati dal centro al momento della revisione stessa.
La categoria inoltre, in accordo con i colleghi del settore autotrasporto, sta cercando anche di arrivare ad una soluzione condivisa con la Motorizzazione per la revisione dei mezzi pesanti, che resta ferma dalla primavera 2017.

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